L'ARTE DI DISEGNARE I VECCHI!

L’ARTE DI DISEGNARE I VECCHI!

Ci sono due parole che ricorrono regolarmente nelle conversazioni, specialmente sui social.

Sono due termini che la gente usa spesso a sproposito e con superficialità,

“Gioventù” e “Giovinezza”.

Di questi due concetti, nel marasma caotico di cui è composta la nostra infosfera, si perde un po’ il significato.

“Gioventù” è diventato un continuo rimandare delle donne a quando non avevano zampe di gallina o a quando le loro tette non subivano l’intervento della gravità mentre per i maschi è il sospirare tragico di quando rimembrano i tempi dell’alzabandiera istantaneo o la tartaruga prima dell’ennesimo Oktober fest fatto in casa.

Ve lo posso dire? E’ triste, tristissimo.

A parte il fatto che accettare l’invecchiamento serenamente dovrebbe essere un obiettivo logico, visto che a tutt’oggi morire e diventare polvere non mi sembra una scelta…

E davvero, passi per chi si vuole tenere un tono muscolare o anche chi cura il proprio aspetto: lo si può fare in molti modi, depurando la pelle, facendo attività fisica, curando barba e capelli ed eliminando qualche imperfezione come un acne di passaggio, chi dice di no?

Però oggi sento di operazioni assurde… sbiancamento dell’ano, inserzioni di polpacci artificiali, bodybuilding chimico estremo, plastiche e mastoplastiche… al punto che probabilmente abbracciando una donna sui trenta forse tra qualche anno avrò la stessa impressione che avevo quando giocavo con il giocattolo di Optimus Prime.

A livello di disegno, sappiatelo, i personaggi vecchi, anziani e grinzosi sono estremamente divertenti da disegnare…e hanno una forza espressiva fuori dal comune.

Mi viene da pensare a Matusalemix di Asterix, i mercenari di Dago, Lord Jupa di Nausicaa o Grimilde di Biancaneve.

Ma posso anche andare ad esempi piu’ recenti come i vecchi maestri di arti marziali di Vagabond (Takehiko Inoue), i decrepiti zombie di The Goon (Eric Powell) o personaggi fortissimi come Silver Fang di One Punch Man o Netero di Hunter X Hunter.

Il vecchio Genzo, protagonista della storia XS-XF44 pubblicata su Smart Comix – Shockdom

Rughe, grinze, facce come tartarughe, baffi… la bellezza del passare degli anni è una cosa sopraffina. Per esprimere una sana verve old school non serve altro che incorniciare due occhi cerulei in una bella maschera di grinze di cuoio, magari incorniciandoli in un bel paio di sopracciglia bianche e folte.

Ci sono poi Manga poi come Naruto o One Piece (quindi non robetta cult da intellettuali) dove il passare del tempo e il passaggio generazionale sono parte integrante della storia: sfido chiunque a non commuoversi un poco a ripensare al corso lungo e periglioso della vita dell’eremita Jiraya, maestro di Naruto e forse uno dei personaggi più amati dell’intera saga.

E invece oggi cosa si fa?

Ci si trucca, si corregge, si cancella, si nasconde.
Ho visto una ragazza che faceva un video che diceva “simple make up against acne” in cui si STUCCAVA letteralmente la faccia e poco ci mancava iniziasse anche una rinoplastica così, en passant.
Del tipo “ehi mi faccio il trucco poi lo SCOLLO e lo lascio appeso che domani non si sa mai”.

E non parliamo del fotoritocco… pare che le ragazze di oggi trovino orribile avere quelle cosine antiestetiche sulla pelle che vengono non si sa perché, come si chiamano…ah sì, I PORI.

Ma perbacco, chissà che un luminare non trovi il modo di eliminarli in modo da accelerare il processo evolutivo!

E i personaggi? Tutto liscio, tutto Kawaii, tutto Moe. Peli? Maddove! Rughe? nemmanco.
Gente con la pelle piallata e lucidata, pronti alla vendita in serie.

Secondo me questo è uno dei limiti di parte della fiction contemporanea. Si tende ad evitare tutto quello che appare “inelegante” secondo certi canoni quindi si finisce per avere attori d’azione che si menano per ore senza strappi nei costumi o sudore, o donne che piangono lasciando inalterata un impalcatura di trucco costata una seduta di tre ore.

Ma io non accetto questo. Non lo accetto nemmeno come “gusto personale”.

Se si vuole diventare bravi a disegnare e raccontare col disegno allora si deve disegnare a tutto tondo.

E se proprio si vuole coltivare questa abilità allora l’unica strada è rendere magnifico anche un doppiomento o le zampe di gallina.

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